|
Le prime ricerche effettuate nella necropoli etrusca di Buca delle Fate avvennero verso il 1850. Si arriva a Buca delle Fate percorrendo un sentiero che si snoda dapprima tra ombrosi lecci che poi lasciano il posto agli arbusti della macchia mediterranea: erica, lentisco , fillirea, alterno, mirto, corbezzolo.
Raggiunto il mare è possibile ammirare una stupenda costa, caratterizzata da rocce modellate dalle onde.
Sulle scogliere che la circondano vivono, abbarbicati sulla roccia, alcuni esemplari di Palma Nana, unica palma spontanea del mediterraneo.
Lungo il percorso si vedono alcune tombe di epoca ellenistica, a camera ipogea, scavate nell'ambito di un'antica cava di panchina. L'iscrizione etrusca "Aule Cae puia" è scolpita sull'architrave di una di esse. La necropoli continuò ad essere utilizzata fino all'età augustea, come testimoniato dai reperti conservati presso la collezione Gasparri a Populonia.
|