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Populonia si erge su un alto promontorio a picco sul mare, sotto il quale c'è un appostamento per tonni. La sua rada ospita un porticciolo, già descritto dal geografo greco Strabone. Populonia è l'ultima tra le città etrusche ad essere stata fondata. Con il ritrovamento di alcuni reperti, tra cui l'Apollo di Piombino conservato al Louvre di Parigi, gli archeologi avevano intuito l'importanza di questo sito. Gli scavi di Populonia in maniera più sistematica sono, però, legati allo sfruttamento intensivo delle scorie di ferro etrusche, nei primi anni del 1900, che hanno portato alla scoperta della necropoli. Curiosamente la salvezza di questo sito è dovuta proprio alla presenza di tonnellate di scorie ferrose che coprivano il litorale. Le ricerche fatte negli anni successivi hanno consentito il ritrovamento di siti paleolitici, neolitici e dell'età dei metalli. In epoca villanoviana, la zona era abitata da due nuclei diversi che si fusero più tardi in un'unica città distinta in due quartieri; la più alta, o Acropoli, comprendeva i due colli del castello e del mulino, e la parte bassa, quella marittima e industriale. La città, legata fin dalle origini alla lavorazione dei minerali di rame e stagno del campigliese, e del ferro dell'isola d'Elba, sviluppò successivamente un'attività industriale che le consentì una lunga fama e prosperità. I forni fusori erano impiantati nella parte meridionale del golfo, nell'area delle antiche necropoli. Queste, poco per volta, scomparvero sotto ammassi di scorie che spesso schiacciarono col loro peso le cupole e le edicole e coprirono tutta la zona con metri e metri di deposito. La disponibilità di risorse minerarie, la facilità di collegamento con i principali centri dell'Etruria, la possibilità di raggiungere la Sardegna e la Corsica attraverso le isole dell'arcipelago toscano ha favorito lo sviluppo commerciale ed economico della città. Sono documentati anche stretti rapporti con il mondo greco-orientale. L'anfora d'argento, decorata con 132 medaglioni e ritrovata a Baratti nel 1968, conferma questi contatti e l'importanza dell'approdo di Populonia. L'inizio di una monetizzazione regolare conferma i suoi rapporti con la Magna Grecia; monete d'argento e d'oro di Populonia sono state rinvenute all'Isola d'Elba, a Tarquinia, a Roselle, nel pistoiese, a Nord degli Appennini. Divenuta Municipium romano, durante la guerra civile fra Mario e Silla è costretta a subire l'assedio e la distruzione da parte di quest'ultimo per essersi schierata dalla parte del rivale. Abbandonata dai suoi abitanti e dai vescovi, facile preda di Goti, Longobardi, pirati barbareschi, almeno fino a quando, nel '300 i conti Appiani di Piombino fecero circondare il piccolo borgo di mura ed eressero una poderosa rocca a torrione cilindrico e torre quadrangolare. Sulla porta d'accesso fu posto il primitivo stemma degli Appiani, non ancora imparentati con gli Aragona, costituito da un drago. |
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